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Quando la TV si ricorda di …Benestare?

Scorcio di Benestare (RC)Le Iene sulla costa. O, meglio la televisione a Benestare. Un evento, certamente, anche se seguito ad una esigenza di cronaca, da un interesse alla notizia espresso da una serie di fatti poco edificanti che hanno ricordato al mondo l’esistenza di un piccolo punto sulla carta geografica; un piccolo neo che interrompe a metà strada l’andamento verdeggiante pedemontano inserendosi, con quel che resta delle antiche case di gesso, tra la marina e la catena aspromontana e che racchiude, nella sua anonima storia, lo spirito che da sempre ha animato la popolazione che lo abita: Benestare.

Probabilmente a molti italiani è venuta la curiosità di andare a guardare dove fosse un Paese così singolare nel suo nome. Un nome che racchiude sensi di amenità e favorisce immaginari paesaggi da racconto. Tra scoscese campagne, posto in una posizione privilegiata a terrazzo sulla digressione che va verso la costa, a Benestare si è sempre consumato un vivere sereno, dove l’emigrazione – che muta le sue forme ma è costantemente presente negli effetti e negli affetti - si sovrappone al quotidiano facendo si che per molti, tanti, Benestare non fosse ieri, e non lo è oggi, un Paese qualunque.

Certo, i fatti accaduti esprimono una loro gravità intrinseca soprattutto perché modificano il quieto, lento, andamento di una vita semplice. Tuttavia essi non possono, però, avere come risultato quello che una certa cronaca ricerca costantemente: promuovere un senso di insicurezza diffuso e aggiungere un altro comune ad una già lunga lista di località a rischio criminalità.

Tutti hanno visto le Iene e siamo convinti che forme di pubblica denuncia siano utili. Ma queste forme di rappresentazione del vero non devono essere orientate a creare e aumentare paure, ma devono esser rese utili per ricercare soluzioni condivise e serene pur di fronte al dramma. Perché a questo dramma non se ne aggiunga un altro: il finire nella rete degli efficaci, distorsivi messaggi che trasformano piccole comunità, forti e laboriose nel mondo sino a ieri, in fragili realtà sacrificate ancora una volta alla logica dell’utile, mediatico, e solo racconto criminale.


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