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Governo, governance e “grosse coalizioni” locali

Governo, governance e “grosse coalizioni” localiChe si approssimino le elezioni amministrative di un comune o che si guardi alle regionali del prossimo anno, dopo essere usciti dalle politiche di un mese fa, è interessante notare come il linguaggio utilizzato in queste settimane e in questi giorni sia importante.

Probabilmente gli occhi sarebbero lo sguardo dell’anima, ma le parole, nel loro significato, sono lo strumento per manifestare un pensiero, un’emozione, una volontà. Non c’è dubbio che in un processo di sovrapposizione tra global e local anche la politica paga il suo piccolo dazio. E lo fa non perché debba rispondere ad un quadro generale di programma ma, al contrario, per dare di sé una sorta di dignità ideale che possa mettere da parte le ragioni degli insuccessi. Una dignità che possa riorganizzare il gioco delle parti senza porsi più scrupoli di coerenza di partito. Scrupoli ormai desueti e, francamente, non necessari. Che si guardi al governo nazionale, ancora in itinere su una strada di un compromesso veterorepubblicano, o alle ragioni di una cittadina o di una regione che cerca la sua via di governance nei prossimi mesi non cambia molto.
 
Che si tratti di coalizioni o di cambiamenti di fronte non sembra fare differenza dal momento che, di certo, in Calabria, la coerenza politica non è certo stata una virtù di molti visti gli abbigliamenti assunti a secondo delle occasioni o delle opportunità. E’ vero anche che ognuno ha le sue ragioni per scegliere il modo attraverso il quale misurarsi in un dressage politico a tutto campo. Tuttavia che localmente si mutui da altre esperienze il termine di “Grossa Coalizione” per definire una ricerca di accordo tra partiti e, forse, meglio tra persone, mi sembra francamente volare alto. E non perché “coalizione” non abbia un significato ben preciso, anche se l’esempio offerto dalle vicende del 4 marzo non ci da speranza.
 
Ma perché, essa richiede una sorta di condivisione di ideali e di valori che dovrebbero andare al di là delle persone e della persona per ancorare le scelte agli interessi di tutti e non diventare una sorta di camera d compensazione per far sopravvivere, al suo interno, incompiute ambizioni o, ancor più discutibilmente, calmierare dissensi per poi ricostruire leadership personali con nuovi colori. Se così fosse, allora coalizione sarebbe solo un sinonimo, se non una maschera, di compromesso vecchio stile che, per quanto sostenibile, in una terra e in una locride che cerca risposte e soluzioni forse non sarebbe idealisticamente e progettualmente adatto.


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