Mare, mare, mare

Mare, mare, mareCi siamo! L’Estate è alle porte, o quasi. Ma non si tratta di un problema climatico, anche se le intemperanze dell’Olimpo metereologico ci hanno un pò accompagnato nei mesi precedenti e anche a luglio. L’Estate è alle porte perché in fondo in Calabria non inizia il 21 giugno ma, più o meno, generosità altruistica di chi vi scende ,dopo il 21 luglio.
Direte, ma non è possibile! Eppure da impietosi osservatori del variopinto spettacolo offerto dalle nostre coste assolate ci rendiamo conto che la densità dei colori si concentra solo in un periodo limitato, troppo breve per creare un virtuoso circolo di impresa, favorire una volontà di rilanciare territori che sono sonnolentemente abbandonati alla loro calma e serafica quotidianità dove il turismo e, ovviamente il turista, diventano solo delle comparse o degli accidenti che rompono una piacevole monotonia.
Così scopriamo, in ritardo, che forse qualche lavoro andava fatto. O che il mare, al di là delle decantate eccellenze che dovrebbero fare media e non favorire distinguo, chiede quella parte di attenzione che non si esaurisce solo per far contento qualche coraggioso bagnante, ma che dovrebbe essere parte di un sentimento di rispetto multistagionale. Ma, per una terra che si accontenta sempre della sua frugalità, il turismo, visto e promosso come “prodotto” o “servizio” di eccellenza, diventa una ripetuta abitudine e non si comprende del cosa - se non di ciò che madre natura offre e ripone nelle non sempre amorevoli mani dell’uomo - ci sia di eccellente in tutto questo al punto da turbare le aspettative locali che cercano il rilancio, ma ne aborriscono l’impegno alla crescita. E, tutto questo, per un motivo.
Che in fondo al di là del solito tran tran, aspettative non ve ne sono. Parlare di turismo, di impresa, di crescita, di ospitalità e ricettività, di animazione, è affidare la promozione di un’illusione a delle parole utili per fare effetto su riviste e servizi giornalistici. Poco adeguate, poi, a misurare le capacità di renderle diffuse nel significato e nei risultati. Risultati che spesso, snocciolati a fine stagione come un successo da incremento, dato da punti percentuali costruiti su dati non certificati da una reale presenza turistica - ovvero da cifre che non considerino il cosiddetto, romantico se non nostalgico “turismo di ritorno” - segnano la fine della stagione come uno straordinario successo raggiunto in appena trenta giorni.
Un primato non da poco se si considera che neanche le spiagge del Baltico, mare meno tiepido del nostro riescono a raggiungere in così poco tempo essendo costrette a tenere aperti gli impianti per più mesi. Insomma, l’Estate è alle porte e come tardivamente è entrata, rapidamente ne uscirà.


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