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La sfida continentale. Dal disordine mondiale ad un ordine europeo Edizioni Rubettino, Soveria Mannelli, 2001,p.245 La riduzione degli spazi politici dovuta alla relatività dei confini, alla permeabilità degli Stati nazionali e alla denazionalizzazione delle economie, per effetto del processo di internazionalizzazione dei mercati, proietta l’Europa come regione nel panorama mondiale richiedendole di essere attrice, ostaggio della sua consistenza nono solo demografica ma economica. Ciò significa, però, maggiori rischi e una domanda ulteriore di sicurezza proveniente dagli Stati della regione in uno scenario che, al di là della minaccia tipicamente militare, può presentare elementi nuovi di crisi, diretta o indiretta, dovuti alla gestione delle risorse nucleari e al traffico illecito dei relativi materiali, alla diffusione della criminalità organizzata, alle catastrofi ecologiche e all’ecoterrorismo, alla sovrappopolazione delle aree povere, alle migrazioni di massa, ai confini etnici e regionali prossimi. L’internazionalizzazione è certamente un processo. Non è né politica né finalità. Per questo, sicurezza fisica ed economica diventano complementari dove necessità di sicurezza ed esigenze di sviluppo, e di tutela degli spazi economici regionali, si coniugano nella possibilità, e volontà, di realizzare un’Unione politica concretamente comune.


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