Questo sito utilizza cookie anche di terze parti, per migliorare l'esperienza utente, motivi statistici e pubblicità. Chiudendo questo banner, cliccando al di fuori di esso o navigando su questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

pdf Transizioni e …transazioni Popolari

In Working Papers 649 download

L’Italia, l’Europa e la sindrome da spread

Da qualche tempo ci siamo convinti che siamo di nuovo spettatori di una crisi economica globale. Eppure non doveva essere una novità. Non poteva essere un fenomeno trascurabile l’attacco speculativo ai mercati e, in particolare, ai mercati occidentali. Non era solo il problema della Grecia piuttosto che del Portogallo o della Spagna. E, come abbiamo visto, nemmeno della sola Italia. L’attacco è stato chiaramente orientato a mettere in crisi il modello economico-finanziario occidentale e l’aggressione di qualche mese fa anche al rating della Francia ne è stata una chiara dimostrazione. Un’onda lunga che è giunta sino a noi sin dalla crisi degli anni Settanta – una crisi mai superata nella ridefinizione del debito pubblico di ogni Paese che ha assorbito la perdita di liquidità compensando il ricatto energetico della crisi petrolifera e della fine di un sistema economico - che ha trascinato con se una classe politica incapace di gestire il caos economico e di proporre soluzione per due ordini di motivi. Il primo, perché, nel caso italiano, sia a destra che a sinistra, la classe politica è rimasta continuazione e prodotto di chi è stato ed è ancora oggi responsabile di un simile scempio finanziario. Il secondo, perché non vi sono state capacità e professionalità tali da guidare verso una via d’uscita senza ombre e soluzioni tampone da una manovra speculativa decisa altrove, oltre gli assetti e le dinamiche politiche degli stessi Stati europei.


È consentito il download degli articoli e contenuti del sito a condizione che ne sia indicata la fonte e data comunicazione all’autore.
Gli articoli relativi a contributi pubblicati su riviste si intendono riprodotti dopo quindici giorni dall’uscita.