Eppure, Pirandello non era calabrese

Eppure, Pirandello non era calabreseQuante volte ci siamo affidati a Pirandello per descrivere il lento procedere di una società meridionale poco avvezza alla modernità, poco incline a procedere secondo il passo del tempo legata com’è ad un conservatorismo che non è solo di classe ma è il prodotto di una mentalità diffusa?
Ma, soprattutto, quante volte siamo ricorsi al nobile scrittore siciliano per sostenere osservazioni su personaggi singolari che nell’interpretare se stessi alla fine si pongono alla ricerca di chi li accredita? Di un autore che li possa legittimare agli occhi del popolo? Non si può certo non osservare come e quanti personaggi siano nati ogni volta nelle pieghe della vita politica calabrese, quanti di loro siano stati così solerti da ricercarsi dominus a cui riferirsi e attraverso i quali garantirsi una dignità elettorale, possiamo dire, sostenuti a volte da sponsor efficaci e spesso poco credibili.
Per non smentirci, anche in questi giorni, in queste ore, la corsa all’autorappresentazione di sé diventa un esercizio quotidiano. Una prova diretta a valutare chi si dovrebbe candidare a Presidente e chi, pur indicato, dichiara la sua volontà di restare nelle comode poltrone romane. Tutto questo si consuma nelle litigiosità interne alla galassia stellata - dove tra autocandidati e prove tecniche di liste si disperde tutto il mantra pseudorivoluzionario e legalitario. Si celebra nel remake senza investitura questa volta di democratici poco inclini alla tradizione di una sinistra movimentista che ha abbandonato da tempo il senso popolare del suo messaggio per assumere una fisionomia similpopulista all’occorrenza.
Si chiude nelle intemperanze di una destra, se tale categoria politica ha un senso in Calabria, che per non essere da meno si divide anch’essa tra autocandidature e investiture arcoriane poi subito smentite. Probabilmente Pirandello non credeva di lasciare una simile eredità. Forse pensava di descrivere un suo tempo ma non si rese conto, o forse si, di aver colto l’intimo di ogni uomo che alla vanità attribuisce un valore per il quale la ricerca e la creazione, una volta trovato o autocostruito, il personaggio il mantenerlo diventa il vero scopo del proprio agire credendo che l’autore, o chi lo ha creato, alla fine possa spendersi per esso.
Per Pirandello si tratta di un modo di essere attraverso il quale poter acquistare subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli! Ecco, credo che alla fine non vi sia rinvio migliore per il quale la Calabria oggi è il palcoscenico migliore per dei personaggi, appunto, in cerca di autore.


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