Ad esempio, a chi piace la Calabria?

Ad esempio, a chi piace la Calabria?Mai come in questi anni si è visto un innamoramento così diffuso del Sud, della Calabria in questo caso, da parte di nuovi Messia pronti a scendere in campo per la salvezza. Ce ne sono di vari colori, misure e idee. Alcuni sostenuti da simboli che credevamo processati dalla storia, altri rieducatisi per opportunismi elettorali ad una versione nazionale che includerebbe tutti, anche i meridionali di un tempo. Non solo.
 
Nella corsa ad affermare a chi piace o è più innamorato dell’altro della Calabria non si risparmia nulla. Non si risparmiano slogan o celebrazioni di personalità vissute sino a ieri nel culto di se stesse o rivendicazioni di un passato ingeneroso.
 
A quanto pare, va bene tutto. In fondo, laddove sembra che innamorarsi valga solo il tempo di un pensiero o la convinzione di vivere in un paradiso sconosciuto e del quale ci si vanta forse più per esorcizzare la realtà del quotidiano che per sincerità di sentimento, questo non comune senso di riscatto da un passato che non ci assolve diventa patrimonio di chiunque.
 
Certo, è sempre vivo quel desiderio di indipendenza dalle scelte romane. Ma che piaccia o no, tra scelte romane e vedette lombarde scese nella nuova reconquista anche il meridionalismo neoborbonico stenta a riprendere energia dovendo scegliere, probabilmente, chi sarà il governatore migliore.
 
Insomma, senza nulla togliere ai fiumi di pagine che negli anni hanno cercato di immortalare una versione della Calabria misantropa e apatica per i molti e energica, pro domo proprio, per i pochi eletti, l’orizzonte di un nuovo corso di cui innamorarsi sembra essere ancora lontano.
 
Una distanza, questa, dettata dalle compulsive scelte della sinistra quanto dalla versione più populista di quest’ultima in attesa che gli eredi di Rousseau decidano se offrire ancora la loro visione pedagogica della politica posti di fronte alle certezze di un centrodestra che chiama banco.
 
Si potrebbe dire che tra sdoganamenti e nuove leghe, vere e meno vere che siano, l’amore per la Calabria sembra diffondersi in una sua nuova dimensione politica dove ci si innamora del possibile utile futuro altrui piuttosto che del proprio. Ma è così. Forse del Sud e della Calabria ci piace poco, quel poco così importante che abbiamo dimenticato.

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