"…La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni…”
Alexander Dubcek

La solitudine della Nato e degli Stati Uniti

Il nuovo ordine passerà per Kiev

 La solitudine della Nato e degli Stati Uniti

Vision Global
Quando nel 2008 decidemmo di scrivere un piccolo saggio sulla Russia credevamo di aver definito e messo in campo alcune osservazioni e idee che ci sembravano evidenti nel loro manifestarsi e nella loro evoluzione (cfr. A. Vitale, G. Romeo. La Russia postimperiale. La tentazione di potenza, 2009).
Come scrivevamo,  la cosiddetta Russia global resurgence, non era di per sé un paradigma velleitario. Credere che la Russia archiviasse se stessa ed uscisse dalla storia solo per il fatto che l’Unione Sovietica fosse evaporata da anni non avrebbe giustificato una retrocessione a potenza di minor rango nelle cose del mondo, né avrebbe archiviato quella idea di nazione unitaria che si ricollega ad un modello imperiale di cui, con abile intelligenza, Putin ne ha ripristinato i valori per consolidare la sua leadership e quella della stessa Russia. Non ci volevano grandi capacità predittive o arguti analisti, che oggi sprecano pagine e parole argomentando sulla crisi in Ucraina. Era sufficiente guardare a quanto accadeva, alle ragioni sottese di Washington di conquistare l’economia del vecchio nemico e ben descritte da una tutt’altro che timida pubblicistica a stelle e strisce, dove il culto dell’America first sembrava giunto alla sua realizzazione confermando quanto pronosticato da Zibgniew Brzezinski e dai suoi seguaci neocon.
 
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