(function(c,l,a,r,i,t,y){ c[a]=c[a]||function(){(c[a].q=c[a].q||[]).push(arguments)}; t=l.createElement(r);t.async=1;t.src='//www.clarity.ms/tag/'+i+'?ref=joomla'; y=l.getElementsByTagName(r)[0];y.parentNode.insertBefore(t,y); })(window, document, 'clarity', 'script', '77mak4io1w'); Un Paese da ripensare
"…La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni…”
Alexander Dubcek

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Poche idee per un’Italia nuova? Poche parole o pochi pensieri per elaborare delle proposte per un Paese che naviga a vista, che ha una percezione nebulosa e miope della sua collocazione in Europa e del ruolo mancato che non gioca nella comunità internazionale? Un Paese dove il provincialismo campanilistico mascheratosi con uno pseudofederalismo dozzinale ed egoistico ha fatto emergere lo scarso senso di identità e di rispetto dei valori comuni di nazione sacrificati dall’orda dei distruttori - o approfittatori - del patrimonio pubblico? O per affermare un’identità mancata che non si è consolidata per effetto di una deriva politica delle vecchie burocrazie di partito che sono naufragate nell’incapacità di governare i cambiamenti perché più propense a sbarcare un quotidiano personale?

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