"…La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni…”
Alexander Dubcek
Riflessioni politicamente (s)corrette
Federalismo, riforme, paventate o realisticamente volute, non è semplice poter agire soprattutto se le finalità sono quelle di mutare radicalmente il modus dell’agire politico. Dai contenuti e dalla qualità della politica dipendono sia il successo di un governo come la credibilità di un’opposizione. Nel confronto dialettico sui grandi temi non ci sono spazi per individualismi o strategie di partito. Nella crescita politica di una comunità è necessario recuperare un ethos condiviso, essere consapevoli della necessità di dover superare, sacrificando vantaggi e privilegi possibili, l’incapacità di non voler giudicare i fatti per quello che sono. La verità è che oggi il cittadino è sempre di più vittima di una trappola psicologica e sociale costruita su un’architettura mediatica invasiva di cui la politica se ne serve per annichilire ogni possibilità di critica e di autonoma riflessione. Ciò significa che ognuno di noi, anche sui grandi temi della politica, dimentica il passato e si lascia sedurre da una interpretazione del mondo che viene condotta attraverso delle pre-figurazioni se non proprio attraverso pre-concetti, pre-spiegazioni, pre-convincimenti. Un modello di condizionamento che mette da parte le conquiste di un popolo e mistifica l’autonomia regionale con un federalismo usato come bandiera issata contro ciò che resta di un centralismo sopravvissuto più per egoismo che non per difetto costituzionale. D’altra parte, la realizzazione di una nuova offerta politica non può non tenere conto degli errori dell’avversario, così come la vittoria di un nuovo progetto politico non può seguire che da una precedente sconfitta. Ma la forza e la longevità futura di un’idea vincente saranno il risultato della consapevolezza degli errori del passato e la conseguenza dei rimedi posti nel presente.
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