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"…La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni…”
Alexander Dubcek

pdf Liberi forse, ma non uguali (Remake) Popolari

In Working Papers 221 download

L’ambiguità di una storia mai processata non è certo una garanzia di maturità per un popolo e per la nazione che lo identifica nella comunità internazionale. Anzi. L’ambiguità di una storia mai processata e ridefinita in termini di valori fondamentali condivisi rischia, nel suo perdurare, di spostare in avanti una necessità che è allo stesso tempo, per l’Italia, un’emergenza: definirsi come casa di tutti gli italiani.

pdf Afghanistan. Un Gioco a perdere della storia …ma solo per l’Occidente Popolari

In Working Papers 187 download

https://www.vision-gt.eu/publications1/analytical-dossier/afghanistan-un-gioco-a-perdere-della-storia/

Ci sono due punti di vista, tra i tanti, che segnano la storia o, se si vuole, la narrativa di uno spazio complesso e multidimensionale come l’Asia Centrale e si possono attribuire, rispettivamente, a Joseph Rudyard Kipling e a Peter Hopkirk. Due autori, due osservatori che guardano a distanza di più di un secolo l’uno dall’altro verso gli stessi orizzonti che sembrano non solo non essere mutati, ma anche di aver insegnato poco o nulla all’esperienza europea nonostante due guerre mondiali, i passaggi dalla colonizzazione all’indipendenza, e una visione umanitaria delle missioni militari al limite dell’ipocrisia se non della colpevole miopia geopolitica. Joseph Rudyard Kipling nella sua interpretazione molto ortodossa - votata all’affermazione di un paradigma imperiale consolidatosi nella diffusione della via anglosassone alla visione del mondo - non mancò di definire come e in che misura l’egemonia europea avrebbe dovuto prevalere. In una interpretazione missionaria del ruolo dell’uomo europeo e in una prospettiva quasi politico-pedagogica, Kipling nel suo Kim - un romanzo non solo per ragazzi, ma per adulti attenti che accomuna nella vicenda umana del tredicenne Kimball O'Hara, orfano di un sergente irlandese e di una madre indiana, culture diverse - tenta di proporre una sintesi possibile tra due mondi portatori di diverse concezioni del valore e del senso della vita e del potere. Nel gioco delle parti, siano essi individui protagonisti di guerre dichiarate, di giochi sommersi tipici dello spionaggio o che si tratti del ruolo degli Stati, l’idea che il cuore del mondo - quell’Heartland di Halford Mackinder che ha affascinato quanto il Rimland di Nicholas Spykman i politologi della modernità - possa tornare a declinare la storia sembra nuovamente affacciarsi con nuove traiettorie.

pdf Strategie USA e getta Popolari

In Working Papers 236 download

Ricordo al termine le parole di Luigi Caligaris per il quale «Una guerra senza vittoria e senza sconfitta agevola la parte più debole. Per la guerriglia prolungare la guerra non è un problema, mentre una grande potenza che non vince né perde entro un tempo ragionevole può considerarsi sconfitta». Venti anni sono stati più che un tempo ragionevole.

pdf Ma l’Italia è nel Mediterraneo? Popolari

In Working Papers 375 download

   Scriveva Fernand Braudel che il Mediterraneo rappresenta un continuum di diversità, un crocevia di rotte e di traiettorie culturali quasi unico nella storia dei popoli. Storie e culture costrette a interfacciarsi tra loro a distanze brevi, a volte anche troppo. In particolare, il Mediterraneo, definito eteroclito da Braudel,

si presenta al nostro ricordo come un’immagine coerente, un sistema in cui tutto (in cui tutto, alla fine) si fonde e (si)ricompone in un’unità originale.

pdf Ombre russe e lanterne cinesi Popolari

In Working Papers 341 download

La politica insonne di un’Italia (e di un’Europa) senza ruolo né parte.

https://www.vision-gt.eu/news/ombre-russe-e-lanterne-cinesi/

 

L’Italia non è mai stata una nazione di leader e affannarsi nell’esercizio di trovarne uno a pieno titolo diventerebbe un’impresa. Probabilmente qualche lungimirante segretario di partito si era assunto l’onere di esprimere una sorta di leadership mediata, rispettivamente, da fedeltà atlantiche per un centro conservatore a modo suo o da prossimità ideologiche guardando al fascino di un’idea socialista improponibile al di fuori di una dimensione riformista, ma utile, per ritagliarsi una dignità proletaria poi sconfessata negli anni da una deriva neoliberista di sinistra...

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