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"…La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni…”
Alexander Dubcek

pdf Politica e religione. Prospettive a più dimensioni Popolari

In Working Papers 679 download

La storia dell’Occidente ha rappresentato nei secoli una sorta di processo evolutivo di passaggi da modelli eteronomici di potere politico a modelli in cui l’autonomia del potere tendeva a coinvolgere le singole comunità. Comunità diverse tra le quali l’unico elemento comune era, nonostante i conflitti, le riforme e le vicende politiche dei nuovi Stati nazionali moderni il senso di appartenere ad una comune cultura, di ispirarsi a comuni valori religiosi e politici. Superando due crisi economiche e due guerre mondiali, le contraddizioni di un sistema multiculturale e poco riformista come quello eurocentrico, sembravano affievolirsi nel 1989 con la fine della polarizzazione delle relazioni tra Est e Ovest e l’apertura all’altra metà degli esclusi: i popoli del Terzo Mondo.

pdf L’Uovo o la Gallina? Popolari

In Working Papers 568 download

Democrazia Universale e Nuovo Ordine Mondiale.

Un processo costante di internazionalizzazione delle relazioni politiche, sociali ed economiche tra attori formali e meno formali, istituzionalizzati o no, definiti in termini di Stati, di organizzazioni internazionali o di potere concretamente esercitato, legittimamente riconosciuto come tale o meno, contraddistingue nel loro progredire le relazioni internazionali contemporanee ponendo dei limiti oggettivi ad ogni orizzonte di potenza e di potere. Un processo che limita, cioè, quel superiorem non recognoscens che ha distinto sia i rapporti giuridici che le relazioni politiche tra gli Stati negli ultimi secoli riducendone progressivamente il diritto/potere d’agire. Un potere “sovrano” che si assottiglia man mano di fronte alla diversità e alla diluizione delle possibilità di nuove concentrazioni di potenza che non si risolvono, e non possono risolversi, solo ed esclusivamente con l’esercizio della forza in senso lato, ma che trovano nella validità di una proposta politica - come nella legittimità di un’azione condotta o nel riconoscimento di un fine condiviso - il momento di confronto con altri protagonisti della comunità internazionale. In questo saggio non è in discussione il rapporto fra democrazia e politica o, quanto meno, non è solo il rapporto fra ragioni della democrazia e strumentalità della forza che caratterizza l’esame. Bensì è il ruolo della democrazia, o, meglio, il valore che alla democrazia può essere attribuito nelle relazioni internazionali per la formazione di un nuovo ordine mondiale.

pdf La Russia e l'Europa Popolari

In Working Papers 923 download

Economia  e Politica  di Un Estero Vicino

1. L’orso. La fine del letargo
2. Europa e Russia, tra politica ed energia
3. Go West?
4. La dimensione continentale del grande orso
5. Un’economia strutturata. Politica e crescita
6. Il prezzo di una primacy

Dalla fine dell’esperienza politica dell’Unione Sovietica nel 1991, Mosca ha, di fatto, dovuto rinunciare a difendere uno status difficile da mantenere: quello di superpotenza militare in  posizione di quasi parità strategica con gli Stati Uniti.

pdf La fine della guerra Popolari

In Working Papers 886 download

1. La guerra e i limiti dell’ingaggio
2. I “dubbi” del soldato
3. Il soldato contemporaneo tra Golia e Sansone
4. Termini ( e non solo regole) di ingaggio
5. Scenari multidimensionali
Conclusioni

Il confronto simmetrico tra potenze, la regolarità degli schemi tattici dell’età moderna degli Stati e degli eserciti postwestfaliani, la riforma napoleonica  nel reclutamento di massa,  il consolidamento degli Stati nazionali hanno costruito l’idea di un soldato ideale che si presentava come strumento di un’identità forte. Un’identità nazionale  consolidata, dotata di una particolare intima coesione fondata sul riconoscimento di valori comuni, spesso, simbolicamente costruiti dalle élites dominanti.

pdf Il Sud visto dagli altri Popolari

In Working Papers 2176 download

Dal Grand Tour al federalismo

Ci si chiede spesso quanto il passato possa avere una sua dimensione nel presente, ovvero se quanto è stato visto, conosciuto e raccontato possa superare la narrazione storica  per far sopravvivere esperienze, sentimenti, emozioni, confronti e conclusioni di chi si è voluto rendere testimone di un viaggio.
Nella ragione del Grand Tour proposto nella versione romantico-illuministica dei primi anni dell’Ottocento, diviso tra l’amore verso la ricerca della classicità e del mito e la razionalità della conoscenza sul campo, il confronto con ciò che non era familiare viene visto ed interpretato come quello stimolo esterno necessario per aumentare la curiosità e soddisfare una sete di conoscenza che si disperdeva man mano nella costruzione di una società industriale sempre più anomica.

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