
Come scrivevo, da buon apprendista delle vicende altrui, in un tentativo di offrire un pensiero ancora “euro”-atlanticamente possibile, il concludersi disastrosamente l’avventura degli Stati Uniti in Asia centrale fu di fatto l’ennesima riprova di una prospettiva egemone fondata su presupposti storici, oltre che politici, completamente errati. Al di là delle vanità anglosassoni sulla capacità di piegare il mondo ai propri interessi, di fatto ciò che si è osservato nel tempo, in particolar modo dopo la “vittoria” della Guerra Fredda, è il non aver considerato che ogni esperienza politico-militare che non guardi al mondo nuovo che si scorge all'orizzonte rischia di avvolgersi su sé stessa e implodere. L'allargamento del gruppo dei Brics ad altri partner, la formazione di un non-Western World a guida sino-russa, hanno dimostrato come e in che misura i rapporti di forza stessero mutando relegando l'Occidente, inteso come aggregato multistrato tra Nato-Ue e Stati Uniti come egemone, ai margini di una nuova storia.


























































