Se (ri)negoziare tutto è necessario

Se (ri)negoziare tutto è necessario
     Ci siamo. Il presidente senza mandato ucraino è pronto a negoziare. Putin anche, pur eccependo la non legittimità a rappresentare il popolo ucraino e le ragioni di Kiev da parte di un presidente il cui mandato è scaduto e non è stato rinnovato. In questi anni, un pensiero dominante a proprio uso e consumo ci ha abituato, o ha provato a farlo o continua ancora nonostante tutto, che la Russia fosse giunta al giro di boa di una storia millenaria ma il cui destino, almeno dal 1990 in poi, fosse passato nelle mani dell’unico sopravvissuto quale egemone politico ed economico: l’Occidente euroatlantico.